Woke? Sì, rivendico l'etichetta.


Hanno cercato di trasformare la parola woke in un insulto,
intendendo che le persone woke si sentono migliori degli altri
e si preoccupano di questioni irrilevanti:
un club per anime belle con troppi sentimenti e pochi problemi.
Ecco, no: nessun senso di superiorità, sto solo cercando di rimanere sveglia, 
che poi è il significato letterale della parola woke.

Nelle comunità afroamericane degli anni '30, 'stay woke' era un avvertimento vitale: 
significava 'stai allerta, guarda dove metti i piedi'.
Era una questione di autodifesa, non l'idea di mondo magico popolato da unicorni.
Ed è esattamente in questo senso che rivendico l'etichetta.
Sì, sono woke.
E chi insulta e finge di non comprendere
lo fa perché il soffice cuscino del benaltrismo gli concilia il sonno.

Jane Fonda una volta ha detto:

“Make no mistake, empathy is not weak or woke;
and by the way, woke just means
you give a damn about other people”

"non confondetevi: l'empatia non è segno di debolezza, né è woke;
e comunque, essere 'woke' vuol dire semplicemente
che te ne frega ancora qualcosa degli altri".

Non lo ha detto da un piedistallo immaginario,
ma da persona che ha capito che restare svegli
è una maledizione necessaria.
Non è superiorità morale, è insonnia civile.

Se riuscite a dormire bene, avete sbagliato bottega.



Jane Fonda, 88 anni, arrestata durante
una manifestazione per il clima

 

 

Commenti

Post più popolari