Messaggio in bottiglia per Elly Schlein: o il PD si libera dalla zavorra del riformismo, o consegna a Meloni il Quirinale

C’è un enorme, ingombrante elefante nella stanza della sinistra italiana: si chiama Riformismo. Osservando la fauna che oggi si fregia di appartenere a tale corrente, ci si accorge che non è altro che conservatorismo sotto mentite spoglie: sono i maggiordomi dello status quo, i custodi di un recinto costruito oltreoceano, che occupano abusivamente lo spazio del cambiamento per renderlo irrilevante, innocuo, castrato.
Venerdì sera, un magistrale Crozza ha ripercorso la storia del PD dalla sua nascita: la fusione tra Margherita e DS non è stata un’unione, ma un’esecuzione. Ha fatto nascere il PD per uccidere definitivamente la già agonizzante sinistra italiana, permettendo a orde di democristiani di legittimarsi come progressisti mentre mettevano una pietra tombale sull'identità socialista.
Oggi Elly Schlein si trova alla guida di un partito "nato per non disturbare". 
Un partito avvelenato da fronde interne.


Ma questo avvelenamento cronico ha mandanti precisi.
I documenti di WikiLeaks rivelano che la nascita del PD fu caldeggiata oltreoceano per garantire una sinistra ‘ammaestrata’, ma questo è solo l’approdo di una strategia, iniziata negli anni '50 con i finanziamenti occulti dell’ambasciata USA per spaccare l'unità sindacale foraggiando CISL e UIL in funzione anti-PCI; strategia proseguita poi con Gladio. Quando il cambiamento provò a farsi istituzionale, fu il sangue di Aldo Moro a fermare tutto. Qualche anno dopo, la crisi di Sigonella segnò il definitivo divorzio con Washington: gli USA tolsero ogni protezione internazionale a quella classe dirigente insubordinata, lasciandola cadere senza paracadute nel tritacarne di Mani Pulite. Lo stesso Craxi, nel suo celebre discorso alla Camera del 3 luglio 1992, parlò di un sistema che era stato tollerato e foraggiato finché era funzionale agli equilibri della Guerra Fredda.


La genesi del riformismo attuale muove da queste macerie: mentre l’Aspen Institute ha addomesticato la Meloni trasformando la "leonessa" in un morbido peluche da salotto, la galassia ELNET blinda i riformisti del PD. È in questi centri di potere che si producono mostri giuridici come il DDL Delrio, una porcheria liberticida nata per silenziare chiunque osi denunciare il genocidio tuttora in corso a Gaza.
Questi personaggi oggi fanno opposizione all'opposizione, agendo come la quinta colonna del governo. Abbiamo visto la vicepresidente del Parlamento Europeo andare a Radio Atreju a farsi usare come foglia di fico per la propaganda referendaria. Sentendosi attaccata, ha blaterato di pluralismo: no, cara Picierno, questa è pura collaborazione col nemico travestita da galateo istituzionale. Karl Popper lo spiegava bene nel suo paradosso della tolleranza: l’idea che “possiamo non essere d’accordo ed essere comunque amici” vale se discettiamo di pizza con l’ananas o dei biscotti da usare nel tiramisù, ma non può applicarsi sui principi fondanti della democrazia o sui diritti umani. Non puoi accompagnarti a chi fa il saluto romano e poi spacciare la tua pavida complicità per pluralismo.
La verità è che la storia non l'hanno mai fatta i moderati. Se Rosa Parks fosse stata una "riformista" del PD, si sarebbe alzata da quel sedile scusandosi per il disturbo. I cambiamenti richiedono il coraggio di essere radicali, un attributo che oggi, non a caso, viene strumentalmente equiparato all’estremismo.
Elly Schlein oggi è a un bivio: o trova il coraggio di affrancare il PD da quell'eredità di partito 'nato per non disturbare' (liberandolo dalle scorie avvelenate del riformismo), o non avrà i voti necessari per vincere e tra pochi anni ci ritroveremo Meloni non più a Palazzo Chigi, ma al Quirinale con pieni poteri, quando giusto in questi giorni abbiamo potuto ammirarla in tutta la sua inadeguatezza e mancanza di coraggio politico: dall'inizio della guerra innescata da USA e Israele contro l'Iran (l'eterno sogno bagnato di Netanyahu), è sparita, salvo un paio di monologhi in salotti filogovernativi, nei quali comunque l'abbiamo vista parlare a bassa voce, in evidente difficoltà, come se stesse camminando sulle uova.
Cara Schlein, la sveglia suona. Vuoi veramente lasciare pieni poteri a una premier che ha urlato tutta la vita e che ha smesso di farlo proprio quando avrebbe dovuto iniziare?


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